IL TAVOLO CHE DIVIDE LA RISICOLTURA

Dopo gli attacchi di Confagricoltura, arriva la replica di Coldiretti che si schiera con l'assessore piemontese Ferrero

Sale il risone nei magazzini e anche il nervosismo tra i risicoltori. La fine del raccolto porterà alla resa dei conti con il mercato. La base mugugna. Il movimento #ildazioètratto lancia accuse e chiede teste. I sindacati, come tutta risposta, si dividono: Confagricoltura rivendica il ruolo del sindacato come unico e vero rappresentante dei risicoltori italiani e attacca la Regione Piemonte, che invece strizza l’occhio ai #dazisti. Coldiretti replica – senza mai citare i “colleghi” – lodando l’assessore regionale Ferrero (foto grande) e chiede un tavolo di crisi, cui potrebbero partecipare i #dazisti se non vi fosse il veto di Confagricoltura (e probabilmente Cia). Insomma, grande è la confusione in risaia.  

Dopo i video de #ildazioètratto e le accuse a Ente Risi e sindacati, Giovanni Perinotti, presidente dell’Unione agricoltori di Vercelli, ha convocato una conferenza stampa per sparare sul movimento e sull’Assessore regionale Giorgio Ferrero. Tante le accuse esplicite ed una implicita: aver accreditato il movimento di protesta al punto di far credere ai più che al prossimo tavolo di filiera ci saranno anche i rappresentanti della neonata associazione #ildazioètratto. Una prospettiva inaccettabile per la Confagricoltura. che – insieme all’Ente Risi – è il target principale degli attacchi lanciati dal movimento di protesta. All’indomani della conferenza stampa con cui Perinotti esprime il veto preventivo della sua organizzazione a una simile ipotesi di lavoro arrivano i comunicati stampa della Coldiretti che parla di «stagnazione del mercato», ricorda che «le continue importazioni fanno registrare un +34% dalla Thailandia e l’aumento del 346% degli arrivi dal Vietnam» e chiede a Ferrero di «convocare con urgenza un tavolo di crisi a cui è opportuno che siano presenti tutti i componenti della filiera». Inutile chiedere precisazioni in Coldiretti: la risposta è «deciderà l’assessore» ed è una risposta corretta, persino lapalissiana, perché le convocazioni le fa chi convoca. E Coldiretti ha grande fiducia in Giorgio Ferrero.

L’assessore piemontese, infatti, sta lavorando su dossier che stanno a cuore alla bonomiana: dall’etichettatura d’origine agli affitti. Due questioni che avvicinano Coldiretti e #ildazioètratto. Il movimento di protesta ha sostenuto l’etichettatura al punto di considerarla un proprio successo e nei mesi scorsi ha ingaggiato una battaglia meno nota sugli affitti dei terreni. «Alcuni grandi proprietari, come le Asl, impongono contratti d’affitto inaccettabili, che possono essere interrotti da un momento all’altro e ci impediscono la programmazione degli investimenti, vitale per ogni azienda agricola. Da mesi cerchiamo di far cambiare idea perché non si spopolino le cascine vercellesi e novaresi, distruggendo davvero la filiera risicola» rivela a Risoitaliano Piero Mentasti, uno dei leader del movimento.

Su questa linea, si muove anche la Coldiretti che annuncia la presenza di Ferrero lunedì a Vercelli e a Novara (si tratterà di un incontro riservato con i vertici delle Asl) per risolvere il problema: nulla di strano, visto che le Asl, cioè la controparte dei risicoltori, dipendono dalla Regione in quanto organi del Sistema Sanitario piemontese. «La presenza dell’assessore Giorgio Ferrero lunedì prossimo a Novara e Vercelli – fa sapere Coldiretti – rappresenta un primo, importante risultato sulla questione degli affitti relativi ai contratti agrari che interessano le Asl di Novara e Vercelli. In particolare, la posizione dell’Asl di Novara sul rinnovo dei contratti è parsa molto critica: da qui la nostra richiesta alla Regione per un forte intervento a sostegno delle istanze delle imprese agricole. Chi oggi ne è affittuario si ritrova nell’impossibilità di lavorare serenamente e programmare il futuro della propria azienda, e questo è inaccettabile». La gestione degli affitti delle terre ospedaliere interessa anche Confagricoltura che a Novara ha criticato il sistema delle aste utilizzato per assegnare la conduzione dei fondi, ma tra l’organizzazione agricola e la Regione anche su questo terreno non si è realizzata alcuna sinergia.

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