EMERGENZA FENICOTTERI A ORISTANO

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailCi scrivono dalla Sardegna via Facebook: perché non vi occupate dei fenicotteri? In che senso, chiediamo noi, e scopriamo che è scoppiato un nuovo caso nelle risaie di Oristano....

fenicotteriCi scrivono dalla Sardegna via Facebook: perché non vi occupate dei fenicotteri? In che senso, chiediamo noi, e scopriamo che è scoppiato un nuovo caso nelle risaie di Oristano. Nuovo, perché c’erano state le nutrie – a fare danni – e le zanzare – a incrinare i rapporti con i residenti – ma adesso il caso dei fenicotteri rosa, vanto delle zone umide, diventa davvero esplosivo. Allora cominciamo dalla notizia. Come riferisce la Coldiretti, «sono pervenute nella sede provinciale sei segnalazioni di danni alle risaie, stavolta da parte dei fenicotteri che avrebbero letteralmente “fresato e calpestato i germogli” causando un danno irreparabile alla coltivazione». L‘azione dei fenicotteri va ad aggiungersi ai problemi causati da cormorani, cornacchie, nutrie, piccioni, cinghiali. «La volontà delle istituzioni regionali di strutturare più ampie e coordinate misure di contenimento dei nocivi per ristabilire quell’equilibrio fondante tra ambiente e attività produttive, è un dato positivo – dice il direttore di Coldiretti Oristano, Giuseppe Casu –. Tuttavia l’ormai prossimo avvio della campagna di coltivazione rende di fatto le azioni di prevenzione sostanzialmente inefficaci per il 2015». Eh, già perché come dice Casu ai giornali locali «l’aumento del numero di animali da limitare, per quanto attiene la cornacchia, tra le specie più dannose, viene realizzato con parametri di ripartizione che non ottengono risultati soddisfacenti: infatti il 70 per cento degli animali viene catturato attraverso le gabbie affidate ai coadiutori. Purtroppo lo strumento della cattura in passato non ha mai garantito i risultati auspicati, per cui appare opportuna una rivisitazione dei parametri di contenimento». La proposta di Coldiretti è di agire sui tempi di concessione degli indennizzi. «Occorre, in prospettiva, reperire risorse più congrue e al contempo incidere sulla tempistica delle erogazioni a tutt’oggi i pagamenti previsti entro il 31 maggio sono ancora bloccati causa la mancata approvazione del bilancio della Provincia. Una situazione di impasse che bisogna sboccare al più presto. Appare evidente che il piano di prevenzione messo in campo dalla regione – puntualizza Giuseppe Casu – non potrà esplicare effetti positivi nel 2015. Occorrerà quindi lavorare sul meccanismo degli indennizzi, reperendo risorse congrue ed erogandole con una tempistica funzionale alle esigenze e perdite da parte delle aziende agricole». Fin qui la Coldiretti. Ma cosa si può fare, concretamente, per evitare questi danni? Secondo alcuni esperti del settore agrochimico che abbiamo interpellato, dato che i fenicotteri si nutrono principalmente di anellidi, crostacei, molluschi, insetti in genere e semi o parti vegetate di diverse ciperacee potrebbe essere un deterrente il semplice fatto di tenere la risaia pulita dalle infestanti: purtroppo non ci sono prodotti registrati contro alghe e diatomee, che hanno un ruolo importante nella loro dieta. Una soluzione, ci informa Sandro Stara, tecnico dell’Ente Risi di Oristano, parrebbe essere quella di togliere l’acqua dalla camera di risaia, perché in questo modo si impedisce il proliferare delle alghe, ma non tutti i risicoltori lo sanno e soprattutto non tutti si accorgono della presenza dei fenicotteri, che arrivano in tarda serata e vanno via all’alba. Lasciando la risaia malconcia… (08.06.2015)

 

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