DIFESA INTEGRATA OBBLIGATORIA

FacebookGoogle+LinkedinTwitterWhatsAppPrintEmailUn’altra sconfitta degli agricoltori nella guerra infinita contro la burocrazia e un altro pesante sacrificio al pensiero dominante, secondo il quale la chimica è nemica dell’ambiente. Si può sintetizzare...

MINISTRAUn’altra sconfitta degli agricoltori nella guerra infinita contro la burocrazia e un altro pesante sacrificio al pensiero dominante, secondo il quale la chimica è nemica dell’ambiente. Si può sintetizzare così la situazione del Pan. Poco si sa, ma dal primo gennaio è scattato l’obbligo di applicare la difesa integrata. Vale per tutte le imprese agricole. Impone di ridurre l’uso di agrofarmaci, sostituirli con tecniche alternative di prevenzione e lotta delle infestanti, utilizzare mezzi biologici contro i parassiti e comunque scegliere i prodotti chimici meno impattanti. La Conferenza Stato-Regioni ha approvato, quindi nessun rinvio.  Tutto inizia con il Regolamento (CE) n. 1107/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 ottobre 2009,  che ha istituito un “quadro per l’azione comunitaria ai fini di un utilizzo sostenibile dei pesticidi”, cui hanno fatto seguito altre norme europee e nazionali. Alla base, vi è il concetto di agricoltura sostenibile attraverso la promozione di tecniche colturali integrate e di approcci alternativi alla difesa chimica. Nel Piano di azione nazionale che applica questa “rivoluzione” e che è stato approvato con grave ritardo e dopo una istruttoria raffazzonata, sono previste la difesa integrata e la difesa biologica, ma la sostenza è ridurre gli agro farmaci per tutelare l’ambiente, gli operatori e i consumatori, nonché proteggere la biodiversità. La difesa integrata obbligatoria implica di adottare tecniche di prevenzione, contenimento e lotta alle infestanti, usare mezzi biologici contro i parassiti e solo agrofarmaci a basso impatto ambientale. Il problema è che, al di là degli obblighi, nulla si sa. Mancano le linee guida, mancano le strutture regionali e mancano i soldi. Non è noto quali siano i prodotti ammessi e soprattutto quelli disponibili. Sicuramente saranno necessari corsi e consulenze. Le aziende dovranno tarare i propri macchinari e i costi delle revisioni ricadranno su di loro, appesantendo la situazione economica già preoccupante. Ma, appunto, al momento si è ancora ai massimi sistemi, salvo il fatto che la difesa integrata è già un obbligo di legge. Il mondo risicolo attende, come gli altri. Le organizzazioni tacciono. I risicoltori più avveduti si preoccupano di capire. Nino Chiò (Novara): “il Pan ci è stato presentato a dicembre 2012 e pochi giorni fa, tra le due date è stato secretato. Sembra che tra le nostre regole e quelle degli altri paesi Ue non ci siano grandi differenze, forse cambierà tutto nel modo di applicazione. La cosa che lascia basiti è la poca diffusione delle informazioni tra gli agricoltori. Si sa che le ex misure agro-ambientali sono state un modello dell’attuale stesura del Pan ma la nostra preoccupazione, oltre che per le limitazioni introdotte che non aiuteranno a fare del riso “integrato” un prodotto “superiore”, riguardano la reperibilità dei fondi. Siamo quasi sicuri che vampirizzeranno i Psr…”. Paolo Renditore (Vercelli): “Vero, aumentano i vincoli e diminuiscono gli aiuti, in un momento in cui il mercato è a dir poco sconsolante; non so se ci sarà un futuro per la risicoltura. L’unica strategia sarebbe quella di riuscire a distinguere chiaramente il prodotto nazionale da quello importato, ma cosa fa l’Europa per tutelare i produttori europei?” Insomma, una grande inquietudine, anche perché, appunto, è aperta la guerra sull’import, la Commissione fa orecchie da mercante circa la clausola di salvaguardia e la nuova politica agricola comune, appena approvata, taglia del 18,4% i sussidi agricoli ma non mette al riparo le risorse compensative. Sull’utilizzo dei fondi dello sviluppo rurale è già iniziato l’assalto alla diligenza e le Regioni, che gestiranno i Psr, hanno chiesto di utilizzare quelle risorse per applicare il Pan. Nella foto piccola, il ministro delle politiche agricole. (3.1.14)

Categorie
Risicoltura
Avvertenza importante
ATTENZIONE! Usare i prodotti fitosanitari con precauzione. Prima dell’uso leggere sempre l’etichetta e le informazioni sul prodotto. Si raccomanda inoltre di porre la dovuta attenzione alle frasi ed ai simboli di pericolo che figurano nell'etichetta ministeriale. Prima di utilizzare qualunque tipo di prodotto, accertatevi che sia autorizzato all'uso nel vostro Paese e ricordate che l'unico responsabile del corretto uso dei prodotti e servizi è l'utilizzatore finale, che è tenuto ad attenersi alle indicazioni d'uso riportate sui prodotti e servizi stessi. Le informazioni riportate su questo sito in relazione a qualsiasi prodotto o servizio hanno puramente valore divulgativo e non rappresentano in alcun modo un invito all'acquisto.

ARTICOLI CORRELATI