CONTROLLI SUL BASMATI

L'Efsa impone dal primo novembre un test pre-spedizione sulla presenza di residui di ventidue sostanze. Boom dell'export di riso aromatico

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), in una comunicazione all’indiana Apeda (l’Autorità per lo sviluppo delle esportazioni di prodotti alimentari agricoli e trasformati), ha richiesto che dal primo novembre venga effettuato un test pre-spedizione sulla presenza dei residui di ventidue sostanze. Tra queste, vi è anche il triciclazolo, ma anche il propiconazolo e altri principi attivi. Questo giro di vite ha portato ad un boom delle esportazioni di Basmati: il timore da parte degli esportatori europei, riferiscono i media indiani, che dal primo novembre si verificasse una diminuzione della disponibilità di riso con le caratteristiche imposte dalla Ue ha fatto crescere le esportazioni prima di questa scadenza.  Così tra aprile e settembre le spedizioni dell’India sono aumentate di oltre il 30% in termini di valore e del 25% in termini di quantità.

Le esportazioni totali dell’agricoltura indiana sono salite del 13 per cento nel periodo aprile-settembre principalmente guidate dal riso, sia Basmati che non Basmati. Questa voce ormai contribuisce quasi per il 44 per cento alle esportazioni annuali del paese (fonte Apeda). Il valore delle esportazioni di riso Basmati è salito a 2,13 miliardi di dollari in aprile-settembre da 1,63 miliardi di dollari dello stesso periodo dell’anno precedente. Il prezzo medio all’export del Basmati (quotato il 6 novembre alla borsa granaria di Nuova Dehli intorno ai 105 euro la tonnellata) è passato da 789 dollari la tonnellata dell’anno scorso ai 997 dollari attuali. Le esportazioni di riso in questo periodo sono state quantificate in 2,13 milioni di tonnellate, in aumento  dai 2,07 milioni di tonnellate dello stesso periodo del 2016.

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