CONFAGRICOLTURA SPARA SUL #DAZIO E SU FERRERO

Durissimo attacco del presidente dell'Unione agricoltori di Vercelli dopo le accuse all'Ente Risi e ai sindacati

Ne ha per tutti. Giovanni Perinotti ha convocato la stampa questa mattina nella sede dell’Unione agricoltori di Vercelli per fare il punto sulla campagna risicola ed era un fiume in piena. Contro chi svende il risone: «Ma è mai possibile che rinunciamo fino a cinque euro per ottenere il ritiro immediato della merce e non ci attrezziamo con magazzini capienti per vendere solo quando conviene?» è stato uno dei primi punti affrontati. Sullo sfondo la polverizzazione dell’offerta: le cooperative non commercializzano neanche il 10 per cento del raccolto, la gran parte del risone passa di mano da azienda a industria attraverso i mediatori e i risicoltori, malgrado la crisi, non riescono a far fronte comune. «In questa situazione – ha osservato Perinotti – è illusorio pensare che si riesca a organizzare l’investimento, in modo da seguire il mercato e ottenere il miglior prezzo».

Un’analisi di scenario che annuncia una campagna difficile, con un buon raccolto e quotazioni basse, ma soprattutto scoppiettante: «Sento dire in giro che la colpa è dell’Ente Risi che gestisce male i dati sulla produzione, ma non è vero – dice il presidente dell’Unione vercellese -; prima di tutto, i mediatori conoscono per filo e per segno cosa coltiviamo e lo conosce l’industria, molto, ma molto prima che i risicoltori comunichino i dati di semina all’Ente Risi e quest’ultimo possa disporre di quei dati, e poi chi mette in giro queste dicerie?» La bordata di Perinotti è indirizzata all’associazione #ildazioètratto, che recentemente ha attaccato Ente Risi e sindacati e chiede di partecipare ai tavoli in cui si discute il futuro della filiera. Un’ipotesi accarezzata dalla Regione Piemonte che ha “aperto” ai dazisti già da alcuni mesi, ma scartata da Confagricoltura. «Il presidente dell’Unione agricoltori è stato votato dagli iscritti e ha una faccia e un nome, mentre questi signori lanciano accuse sui giornali proteggendosi dietro l’anonimato. E’ scandaloso, semmai, che alcuni giornali vercellesi abbiano dato credito ad accuse anonime» sottolinea Perinotti, che non si ferma qui: «Non mi sederò a nessun tavolo regionale – ha annunciato – al quale siano invitati dei populisti che lanciano accuse senza costrutto, in forma anonima, e si arrogano una rappresentanza che non hanno, perché non hanno iscritti, non li ha votati nessuno, non sono un sindacato e, al più, sono un’associazione culturale. Quando bisogna difendere i risicoltori, a Torino, Roma e Bruxelles, ci siamo solo noi».

Pollice verso anche rispetto alla richiesta del #dazio di discutere di prezzi con le cooperative: l’Unione agricoltori controlla il Consorzio Vendita Risone e la linea di Perinotti è: «Alle coop si conferisce il riso, non si fa politica nelle coop». Infine, la ciliegina, contro l’assessore all’agricoltura Giorgio Ferrero: «Sono mesi che non lo vediamo, il mondo agricolo ha bisogno di riunioni tecniche e non di etichette, Leggo che si sta occupando di promuovere il riso nei supermercati: bravo, ma prima veda di pagare la Pac, visto che dal 16 ottobre si può fare e non si muove una foglia in Regione. Ricordo all’assessore che quelli sono soldi degli agricoltori e non sono regali che ci fa lui».

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