CACCIA AL NEMATODE GALLIGENO

Piemonte e Lombardia stanno effettuando prelievi nei terreni per contenere l'infezione segnalata in estate

E’ ancora allarme rosso per il nematode galligeno in Baraggia. Dopo la segnalazione di quest’estate il governo ha emanato un decreto (LEGGI IL DECRETO) che impone il monitoraggio di questo organismo capace di distruggere il raccolto. Il Settore fitosanitario della Regione Piemonte , in collaborazione con l’Ente Nazionale Risi, sta effettuando il monitoraggio della meloidogyne graminicola nelle risaie situate tra le province di Biella e di Vercelli (zona di Baraggia), attraverso il prelievo di campioni di terreno e radici di piante. Le analisi vengono svolte successivamente presso il Laboratorio di nematologia del settore fitosanitario. Si è partiti dal focolaio, cioè alcuni terreni di Mottalciata, Gifflenga e Buronzo, ma l’esame riguarderà in futuro anche campi più lontani, tant’è vero che anche la Regione Lombardia ha avviato un analogo monitoraggio, «che al momento non ha dato riscontri – spiega il funzionario lombardo Beniamino Cavagna – anche se siamo preoccupati e continueremo a indagare».

In Piemonte, si è iniziato a studiare anche i sistemi di contenimento: «Non abbiamo molte armi per fermarlo – spiega la funzionaria piemontese Alba Cotroneo – ma la sommersione continua sembra essere la più efficace: in pratica, bisogna tenere la risaia sempre sommersa, ad eccezione dei periodi di trattamento con agrofarmaci e di raccolta, due fasi che ovviamente, togliendo l’acqua, abbassano l’efficacia della lotta alla meloidogyne graminicola, che ha bisogno di aria per svilupparsi. Abbiamo provato anche con altri sistemi, dalla fumigazione a coltivazioni intercalari, ma finora la sommersione è l’arma più efficace». Il nematode galligeno impedisce lo sviluppo vegetativo: le piantine di riso caratterizzate da queste manifestazioni presentano un apparato radicale anomalo, con la presenza di galle sia sulle radici principali che su quelle secondarie. Su riso la presenza di nematodi galligeni è considerata endemica in quasi tutti i Paesi del sud-est asiatico, ma alcuni focolai di specie appartenenti al genere Meloidogyne sarebbero segnalati anche in Brasile, USA e Sudafrica. Il caso riscontrato in Baraggia è il primo in Europa e ciò spiega perché i tecnici considerino quest’infestazione una reale minaccia e il governo abbia subito emanato un decreto per ordinare azioni di controllo. I risultati del monitoraggio effettuato nel corso dell’anno saranno divulgati con un convegno scientifico nel mese di novembre.

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